Sono la Dott.ssa Daniela Calasso, psicologa clinica e psicoterapeuta sistemico-relazionale.
Credo che ogni persona, anche nei momenti più difficili, abbia dentro di sé risorse preziose che a volte non riesce più a vedere. Chiedere aiuto può fare paura, ma può anche rappresentare l’inizio di un cambiamento importante: uno spazio in cui fermarsi, comprendersi e ritrovare sé stessi.
Nel mio lavoro accolgo le persone con ascolto, empatia e assenza di giudizio, creando un ambiente sicuro in cui sentirsi liberi di parlare delle proprie emozioni, difficoltà e fragilità.
Mi sono laureata in Psicologia Clinica presso l’Università degli Studi di Urbino, con la quale ho collaborato per circa dieci anni come cultore della materia e docente a contratto. Successivamente mi sono specializzata in Psicoterapia Sistemico-Relazionale presso l’Istituto Italiano di Psicoterapia Sistemico Relazionale di Ancona.
Il mio approccio considera la persona nella sua interezza e nelle relazioni che vive ogni giorno: famiglia, coppia, lavoro, amicizie. Spesso il disagio nasce proprio all’interno di dinamiche relazionali complesse che possono farci sentire bloccati, soli o sopraffatti. Insieme lavoreremo per comprendere questi meccanismi e trovare modalità nuove, più autentiche e funzionali di stare bene con sé stessi e con gli altri.
Nel corso della mia esperienza professionale ho lavorato in servizi socio-sanitari complessi in diverse regioni italiane, a stretto contatto con persone e famiglie che attraversavano situazioni delicate. Questo mi ha insegnato quanto sia importante sentirsi accolti, compresi e sostenuti nei momenti di vulnerabilità.
Mi occupo principalmente di:
Offro percorsi di consulenza psicologica, psicoterapia individuale, di coppia e familiare, costruiti insieme alla persona in base ai suoi bisogni e ai suoi tempi. Il mio obiettivo non è dare risposte preconfezionate, ma aiutarti a trovare le tue, riscoprendo risorse, consapevolezza e nuove possibilità.
A volte stare meglio significa imparare a guardarsi con occhi diversi.
“Vedere la foresta, là dove gli altri vedono solo un gran numero di alberi.” — Peter Senge